Pallamano, urge una ristrutturazione… federale
La ristrutturazione dei campionati approvata dal Consiglio Federale della FIGH il 22 marzo scorso si è rivelata, come previsto, un flop. A due mesi dal “lampo di genio” la Federazione guidata da Francesco Porromuto, pur accogliendo tutte le domande di reintegro pervenute entro il termine del 10 giugno (3 per la serie A d’elitè, 15 per la serie A1 e 23 per la serie A2), non riuscirà a comporre i campionati secondo quanto approvato e pubblicato sul Vademecum 2010-2011. Di qui la necessità della proroga salva campionati che posticipa al 30 giugno la possibilità di effettuare domanda di ripescaggio, in concomitanza con il termine per le iscrizioni ai campionati. Ma veniamo agli effetti della ristrutturazione. Il Conversano, vincitore dello scudetto 2009/2010, non si è iscritto alla Champions League. Per il secondo anno consecutivo, dopo la rinuncia del Casarano lo scorso anno, l’Italia non avrà rappresentanti nell’Europa che conta. Competere con le migliori squadre europee con “solo” due stranieri e 4 nati nel 1990 a referto è un’utopia, così come stipendiare atleti da utilizzare solo nella massima competizione europea per club. In serie A d’Elite la ristrutturazione prevede un organico di 12 squadre; a oggi le squadre ammissibili sono 11: Conversano, Casarano, Bologna, Fasano, Teramo, Secchia, Siracusa, la neopromossa Bressanone e le reintegrate Bolzano, Mezzocorona e Noci. Se le voci riguardanti la mancata iscrizione del Casarano dovessero risultare fondate, l’organico scenderebbe a 10 unità. Curiosa la posizione dell’Albatro Siracusa che ha presentato domanda di reintegro sia in serie A1 che in serie A2. I siciliani potrebbero, quindi, lasciare un altro posto vacante in Elite che scenderebbe a 9 squadre. In serie A1 c’è da segnalare la riununcia del Girgenti, che ripartirà dalla serie A2, e il reintegro di 15 formazioni (Cassano Magnago, Alcamo, Sassari, Romagna, Nonantola, Altamura, Gaeta, Haenna, Grosseto, Marsala, Ambra, Grosseto, Cus Chieti, Albatro e Mestrino) che si aggiungono alle aventi diritto Trieste, Prato, Pressano, Merano e Ancona (retrocessa dalla Elite) e alle neopromosse Semat Fondi, Ferrara e Casalgrande. A conti fatti, Albatro Siracusa compreso, sono 23 le formazioni in organico, insufficienti a garantire due gironi da 12 squadre. La Semat Fondi si ritroverà di fronte le 5 squadre che ha sfidato nei play off. Strabiliante il doppio salto carpiato del Grosseto che dalla serie B viene catapultato in serie A1, «diventando – a detta del presidente toscano Mariolina Rispoli - un punto di riferimento della pallamano italiana». La signora Rispoli deve aver colto la mancanza di comete in ambito federale anche in seguito all’insuccesso azzurro nel torneo di qualificazione agli Europei del 2012. Dall’inizio della gestione Porromuto nel 1997, dopo il diciottesimo posto ai mondiali di Kumamoto e l’undicesimo posto agli europei di Bolzano, la nazionale azzurra non ha più centrato una qualificazione a una competizione internazionale finendo al 31esimo posto del ranking europeo. Un crollo verticale che si unisce alle fallimentari strategie nella revisione dei campionati. Più ombre che luci anche sul campionato di serie A2, nonostante i 23 reintegri raggiungere il numero di 72 squadre (previsti 6 gironi da 12) appare un’impresa titanica. Questo il quadro a meno di quindici giorni dalla chiusura dei termini per le iscrizioni. Tra gli addetti ai lavori c’è chi si augura le dimissioni del presidente Porromuto, altri giurano che in Italia i regimi durano almeno un ventennio.
F.C.
Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 16 giugno 2010 alle 15:11
Puoi seguire la discussione attraverso il feed RSS 2.0 .
Un Commento
Lascia un Commento
Occorre aver fatto il login per inviare un commento


Avanti popolo….