Virtus Fondi, a Minturno un agguato vergognoso
Partita surreale quella tra i padroni di casa dell’Olimpic Marina e la Virtus Fondi Calcio a 5. Più che un evento sportivo, quello che si è svolto a Marina di Minturno, è stata una cerimonia funebre in cui sono state celebrate le esequie della lealtà sportiva, della sana rivalità agonistica e del normale vivere civile. La partita è stata caratterizzata sin dal primo minuto da uno stillicidio di falli, gomitate, calci e pugni a palla lontana con la materiale impossibilità di vedere da parte dell’arbitro a cui non facciamo alcuna colpa per l’incredibile gazzarra in cui si è trasformata una partita di calcio a 5. È difficile arbitrare in tale contesto, anzi va detto che la giacchetta nera è stata in grado di tenere la gara sino a dieci minuti dalla fine e non è cosa da poco tenuto conto delle condizioni ambientali in cui ha operato. I giocatori fondani nonostante le scorrettezze subite mantenevano una relativa calma dato che a gioco regolare la partita era ampiamente alla portata, e i tre punti sarebbero stati importanti per la classifica. Nel secondo tempo, quando il risultato vedeva gli ospiti tranquillamente in vantaggio, la “carica agonistica” dei padroni di casa raggiungeva livelli assurdi, l’arbitro era costretto ad espellere allenatore e dirigente, e la gara da dura si trasformava in un vera e propria corrida. Il possesso di palla era il segnale per cominciare una caccia all’uomo e colpire l’avversario. Il primo a beneficiare di tale trattamento è stato Parisella abbattuto in zona d’attacco e ancora a terra dolorante quando il Marina raggiungeva il pareggio. Ma l’apoteosi di questo pomeriggio di sport, come in un film di terza categoria in cui il regista si riserva il colpo di scena alla fine, si aveva al termine dell’incontro con un’indecente caccia all’uomo a cui partecipavano tutti i giocatori del Marina, ad eccezione del portiere, e tutti i dirigenti, ad eccezione dell’allenatore. Entrava in campo e si contraddistingueva nel picchiare i giocatori fondani che cercavano di raggiungere lo spogliatoio tra calci pugni e sputi anche il Presidente (o vice presidente, non ho certezza sulla carica societaria). Alla caccia all’uomo si univano anche gli spettatori entrati sul terreno di gioco per dimostrare il grande attaccamento alla maglia. In questo momento di follia collettiva i dirigenti della Virtus Fondi provavano a far scudo ai propri giocatori frapponendosi tra i facinorosi e i ragazzi senza alcuna reazione fisica che potesse dare ancora di più adito ai locali di continuare nella propria condotta vergognosa. Tengo a sottolineare ciò per rimarcare la grande differenza tra le due società e tra le due dirigenze. Una dirigenza, quella fondana, che dopo una partita vergognosa proposta dai padroni di casa ha dovuto in maniera vigorosa ma civile difendere i propri tesserati, e l’altra, quella dei padroni di casa, che dopo aver proposto una partita indecente dal punto di vista comportamentale, ha ritenuto di dover completare l’opera iniziata dai propri giocatori al termine dell’incontro. Questa società, e parlo dell’Olimpic Marina, si è contraddistinta negli anni per il comportamento rissoso ed indecoroso verso molte squadre del girone B della serie D della provincia di Latina, il comitato provinciale miope ha sempre permesso tale condotta e modo di essere, non sanzionando in maniera adeguata tali comportamenti. Anzi per premiare tale condotta, hanno addirittura ripescato in C2 questo fulgido esempio di sportività, che sta riproponendo, visto i buoni risultati ottenuti, i medesimi comportamenti anche nel campionato regionale. La Virtus Fondi a cui è stato tenuto un vero e proprio agguato all’uscita dal campo si chiede, inoltre, chi abbia omologato il campo di Marina di Minturno visto che non esiste una zona di separazione tra i tifosi ed il campo e che non esiste un passaggio riservato agli atleti lasciati alla mercè dei “tifosi” locali. Visto che il comportamento tenuto durante tutta la gara dai padroni di casa non ci dà diritto a chiedere nulla dal punto di vista sportivo, con una non omologazione del risultato o ripetizione della stessa su campo neutro, come società e come persone chiediamo che il comitato regionale Lazio prenda provvedimenti giusti (né severi né esemplari ma giusti) nei confronti di chi disonora lo sport, perché altre società ed altri ragazzi non si trovino a vivere un pomeriggio folle come quello di sabato a Marina di Minturno.


